LabCostume intervista Roberto Prili di Rado | LabCostume
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LabCostume intervista Roberto Prili di Rado

LabCostume intervista Roberto Prili di Rado

LabCostume intervista Roberto Prili di Rado

Prima dei saluti estivi, inauguriamo con questa una serie di interviste ai nostri collaboratori più stretti. Professionisti, amici e per noi riferimenti quotidiani dalle cui vite vogliamo prendere spunto e che ci piace condividere con voi.

Lo stilista Roberto Prili di Rado

Ava Gardner, la famiglia Kennedy, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Anna Magnani, Bette Davis.

Basterebbero questi nomi per far sognare gli appassionati di moda, cinema e costume. Ma sono molte di più le dive e i grandi personaggi a cui sono appartenuti gli abiti dell’archivio dello stilista Roberto Prili di Rado.

1) Da cosa nasce la tua passione per la moda?

La mia passione per la moda nasce dalla tradizione di famiglia di collezionare capi d’epoca, mia madre Edda Prili di Rado è stata assistente personale di Gaetano Savini fondatore della Brioni dal 1959 al 1973, curando le sfilate della maison e disegnando la linea donna per tutti gli anni ’60

2) Parliamo del tuo archivio: più di 500 capi, tra abiti e accessori appartenuti a star del mondo del cinema, della musica e del jet set internazionale. Come si è composta la tua collezione e quali sono i capi cui tieni di più?

La mia collezione è iniziata componendosi degli abiti delle donne della famiglia che ,per mia fortuna, vestivano modelli di grandi sartorie dell’epoca. Fra i capi da me preferiti ci sono gli abiti Brioni per John Kennedy ed Elvis Presley, di Givenchy per Audrey Hepburn, e gli abiti di Mina e naturalmente quelli della mia famiglia.

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3) Ci racconti qualche aneddoto, storia interessante o incontro particolare che ha segnato positivamente la tua carriera?

Sicuramente l’incontro con Elizabeth Taylor per la quale ho disegnato 2 abiti da sera nel 1985 uno glicine di chiffon ed uno di tulle rosso. Simpatica, divertente, bellissima…sapendo della mia collezione mi fece avere un suo abito da giorno del 1950 ed un costume da bagno ricreato per lei da un modello da cocktail nero profilato in bianco delle Sorelle Fontana.

L’incontro con le Gemelle Kessler nel 1986 con le quali ho mantenuto rapporti per diversi anni. Era nata l’abitudine di cenare insieme il mercoledì a casa mia ed il venerdì a casa loro in via dei Vascellari in Trastevere, grazie a loro ho conosciuto la cantante e ballerina Gloria Paul con la quale sono ancora in contatto. Di lei conservo l’ultimo abito da sera in seta e chiffon arancio che creai per lei prima dell’incidente che l’ha costretta su una sedia a rotelle. Altissima più alta ancora delle gemelle che sono 1,79 arrivavano il mercoledì a bordo di una deliziosa Fiat 500.

Tutto il palazzo era sempre affacciato per godersi lo…spettacolo!

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4) Da anni vesti Grazia di Michele: come nasce un rapporto così speciale ed esclusivo?

Il rapporto con Grazia di Michele, nacque anch’esso nel 1986 in occasione del suo primo vero successo ” Le ragazze di Gauguin”. Mi chiamò a Milano l’art director di Mina, Luciano Tallarini, dicendomi che bisognava creare un’immagine a questa nuova cantante, un’immagine elegante e sofisticata. Disegnai per lei un tubino a bustier in matelassé bianco con una giacchina corta. Ebbe molto successo e la sua casa discografica di allora, la Wea, confermò la mia collaborazione per Grazia, con la quale nacque un’amicizia fedele che dura da 30 anni.

LabCostume intervista Roberto Prili di Rado

5) Cosa una donna di classe dovrebbe sempre avere nell’armadio?

Una donna di classe non dovrebbe mai far mancare nel suo guardaroba 5 tubini, nei colori principali, fra cui il nero, ovviamente, e tanti accessori che trasformeranno l’uso degli abiti stessi. 2 o tre giacche reversibili completeranno l’insieme. Un semplice abito nero lungo, lineare classico con i gioielli giusti veri o di bigiotteria sarà un capo da sera che può accompagnare una donna per molti anni.

[Save the date] Mercoledì 20 luglio 2016  non perdete lo spettacolo “Io non so mai chi sono”, presso i Giardini della Filarmonica di Roma,  con Mauro Coruzzi – in arte Platinette – e Grazia Di Michele che naturalmente vestirà gli abiti di Roberto.

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